Tra due ore ho un esame. Dovrei alzarmi da questa sedia, spegnere i Subsonica che ormai vanno a palla da un’ora e dirigermi rassegnatamente verso la M9. Non è lontana per fortuna. Solo che adesso mi è salita la tensione e preferirei buttarmi nelle fauci di un leone, affrontare un nemico, perfino rivedere qualcuno che odio.
Dovrei riempirmi di bigliettini fin nelle calze e invece devo ancora cominciare a scriverne uno. Il fatto è che in questo periodo ho voglia di leggerezza.
Sarà che arrivano brutte nuove. L’albo dei pubblicisti rischia di essere chiuso, nel qual caso io avrei letteralmente buttato nel cesso cinque mesi di lavoro. Non mi rimane che prendere quello che viene e continuare a provare; ho la sensazione che non sarà semplice. Sto seriamente cercando di non perdere la voglia di scrivere.
Ma a parte questo, ci è stato regalato un bell’inverno, Pieno di luce e di sole, nonostante il freddo e la mancanza di neve; essendo molto meteoropatica, non potevo non sentirlo. A febbraio farò la richiesta per andare in Erasmus. L’aria a Padova è diversa, ha cambiato odore e colore, si è come alleggerita. E chissà, magari sono sulla buona strada per capire che le cose finiscono ed è giusto così. Sì, ho proprio voglia di un paio di mesi felici (anche se non c’è da aspettarselo, dato che la sessione comincia fra poco). Quei giorni in cui ti sembra di sollevarti e volare, in cui ringrazi di essere vivo e poter vedere tutto questo. E anche tutti i ragionamenti cupi fatti finora cominciano a starmi un po’ stretti. Chissà, forse cambierò stile, forse cambierò blog. Forse starà tutto qui.







