Tante trasparenti goccioline d’acqua che scendono come seguendo un percorso preciso. Una che atterra dritta sul naso di Sofia. Una bici condotta a mano e il mio passo, pesante, dopo un esame.
Mangio? Non mangio.
Ovviamente non ho l’ombrello, e lascio che i miei lunghi capelli si bagnino sotto la pioggerella di inizio dicembre.
Tante cose, come sempre. Tante cose.
Il fatto che mi sono ritrovata, mi sono innamorata, che forse riesco a dialogare con me stessa. Una passeggiata che cancella i pensieri cupi e mi riporta semplicemente alla luce.
Il tuono scoppia e rimbomba, ma dopo la tempesta lascia quiete.
Calcio i sampietrini di via Altinate.
Ma sì, mangio.
E finalmente ci rido sopra. Lascio che una insensata felicità mi pervada. Mi lascio essere contenta per i banchetti di Natale, per i dolcetti e le sciarpe di lana, per un esame andato a fanculo e pazienza, perchè con un po’ di fiducia si vive meglio, per le zuppe rubate ai crucchi, per te che stai arrivando da me, perchè forse sono brava a cucinare, per la prospettiva di un viaggio. Perchè la musica mi parla in ogni momento e perchè la mia penna le risponde.
Mentalmente, stringo Giulia e Sofia in un abbraccio. E la mia testa è già con te.

“Come sono belle le donne quando decidono di fare l’amore tra poco”.
“Friends will be friends until the end”.