Sapere sempre dove sei ti può smarrire.
Ma se ti aspettiamo al varco, e tu non arrivi?
Tu non vuoi arrivare, non vuoi seguire nessuno. Ce l’hai con me e non so perchè. Forse è un po’ un illudersi il pensare che ad agosto fosse cambiato qualcosa fra noi.
Sono ferma per te. Ferma, tra i nodi di pianto e l’asfissia della tensione. E’ anche lecito esplodere a questo punto, no? E’ possibile che scappi qualcosa che non si voleva dire.
E io sono sempre, comunque, ferma qui per te. Che tu te ne renda conto o no. Ma so che nemmeno ci pensi.
Un gesto e io scatto. Come faccio di solito. Come faccio con molte persone, quelle a cui tengo.
Ma le tue dita graffiano e basta. Le uniche cose che accarezzi sono quelle corde da cui sai trarre musica, vera musica.
Se tu ti lasciassi capire non mi troverei così. E non capisco nemmeno cos’è questa resistenza verso il mondo. Questo mondo non sempre è male. C’è tanto male, ed è diverso. Per questo, quando si trova qualcosa di buono, ma di buono dentro, nella sua essenza, conviene aprire le braccia e tenerselo stretto.
Ora? Siamo sospesi in questo “ora?” che dura ormai da mesi e mesi. Io ti voglio bene più che mai, con tutte le mie forze. C’è chi piange, chi grida, chi si rassegna, chi si arrabbia, chi giudica. Io non voglio fare niente di tutto questo, io resisto, ce la posso fare. Ma permetti almeno che mi chieda dove si va da qui?
Pubblicato da chia 
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