Eighteen, and life to go.

“Eccomi signorina, che vuole?”
“Vorrei prenotare la visita medica per la patente, grazie.”
“Ok. Per il rinnovo della patente?”
(ma sembro già così vecchia?)
“No no, è la prima volta.”
“Bene. Lei è maggiorenne?”

Non è vero che i 18 non li senti. Li avverti eccome. Li puoi avvertire, se ci fai attenzione, anche mentre stai festeggiando il diciottesimo di qualcun altro. Non avevi sognato di diventare maggiorenne ascoltando Vasco Rossi e musica tunz-tunz, magari. Non pensavi che il tuo compleanno sarebbe stato annunciato al microfono, e non pensavi di attenderlo con trepidazione. Non speravi nemmeno che la tua amica fosse accanto a te in quel momento, anche se triste e stanca.
C’è un momento in cui guardi l’orologio, e li senti che arrivano. Non è il proverbiale “macigno sulle spalle”, ma in quel momento ti manca il respiro, quasi non vorresti che questo momento arrivasse, forse perchè sei ancora legata a qualche immagine luminosa che credi di perdere con questo passaggio. Forse hai un po’ di fifa.
Sollevi gli occhi, sorridi a quelli che ti guardano ed esplodono in: “HOWGOREEE!” (cit). Finisci alla russa il bicchiere di champagne che hai in mano e finalmente respiri. Esci, sali in moto e lanciata a una assurda velocità lasci che l’aria della notte ti inumidisca gli occhi. E’ l’aria della notte, certo.
Eppure, se provi a non pensarci un attimo, ti renderai conto che è tutto come prima. Quello che avevi ieri ce l’hai anche oggi. Hai solo qualche responsabilità e qualche privilegio in più. Non è l’età a fare la testa. Ma ti rendi conto che avere 18 anni… è figo.

Quante domande senza risposta. Sarà che da ieri ho un anno in più.

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